APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA

 

CATECHISMO

2ª elem. Domenica 18, in presenza
3ª elem. Lunedì 12, in presenza, in chiesa
4ª elem. Martedì 13 on line
(la settimana seguente in presenza)
5ª elem. Mercoledì 14 on line
(la settimana seguente in presenza)
1ª media riprende nel mese di maggio
Preadolescenti Venerdì 16 in presenza
Adolescenti Giovedì 15 in presenza


 


L'ANGOLO DI DON GIORGIO

Carissimi,
in questi giorni vado ripensando il mese di aprile di quattro anni fa, allorchè mi fu indicata, come possibile nuova parrocchia dove svolgere il ministero, una certa località di nome S. Giuliano Monzese. Io accettai subito la proposta, ma mi fu detto di parlare prima con il Vicario della zona pastorale, il quale poi mi disse di aspettare a dare una risposta dopo essere andato sul posto e aver parlato col parroco uscente. E io non potei far altro che confermare il mio sì.
Avevo sentito parlare in passato di San Giuliano solo perché da giovane prete io ero a San Giuliano Milanese, e capitava che qualche rivista o qualche lettera indirizzata a don Orazio arrivasse da me. Non sapevo dove fosse San Giuliano Monzese, però conoscevo don Orazio dai tempi del seminario perché abbiamo solo un anno di differenza.
Il Vicario di Lecco, che io ringrazio molto per aver pensato a me per questa parrocchia, mi disse poche cose perché non conosceva questa realtà. E allora cosa si fa in attesa di parlare con il vicario della zona di Sesto? Si va su internet a cercare tutte le informazioni possibili. E così scopro che l’indomani è in programma un concerto in chiesa. Occasione da non perdere per vedere qualcosa! Anzitutto la chiesa, che non pensavo così piccola (avevo visto sul sito alcune foto della visita del Cardinale Scola, ma… ho scoperto poi che era la chiesa di San Marco!).
Poi ricordo di essere tornato qualche giorno dopo per parlare con don Gianfranco: parcheggio in divieto sotto il campanile (non mi sembrava vero di trovare posto così vicino all’ingresso), passaggio in mezzo ad alcune persone che tagliavano l’ulivo per la domenica delle palme (che mi guardarono con curiosità), incontro interessante con un parroco appassionato al suo ministero. Mi ha fatto una bella impressione!
Solo nel mese di maggio ho potuto incontrare don Stefano, e solo a giugno è stata data la comunicazione ufficiale per cui ho potuto venire a vedere l’appartamento, incontrare qualche persona (pizza con il personale dell’asilo e subito dopo incontro con il consiglio direttivo della Sportiva in sede) e conoscere i preti del decanato.
In questo tempo di pandemia, nell’attesa delle riaperture che ci vengono annunciate, ho tempo di andare con la memoria a tanti momenti importanti e decisivi nel mio percorso di prete. E non smetto di rendere grazie al Signore per quanto mi ha fatto vivere, sia per i momenti belli che per quelli tristi, perché tutto mi ha fatto crescere, tutto mi ha insegnato a vivere, tutto mi ha fatto sentire amato.
dG

 

MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO
PER LA 58ª GIORNATA MONDIALE
DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI
San Giuseppe: il sogno della vocazione

Cari fratelli e sorelle!
Lo scorso 8 dicembre, in occasione del 150° anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale, è iniziato lo speciale Anno a lui dedicato. Da parte mia, ho scritto la Lettera apostolica Patris corde, allo scopo di «accrescere l’amore verso questo grande Santo». Si tratta infatti di una figura straordinaria, al tempo stesso «tanto vicina alla condizione umana di ciascuno di noi». San Giuseppe non strabiliava, non era dotato di carismi particolari, non appariva speciale agli occhi di chi lo incontrava. Non era famoso e nemmeno si faceva notare: i Vangeli non riportano nemmeno una sua parola. Eppure, attraverso la sua vita ordinaria, ha realizzato qualcosa di straordinario agli occhi di Dio.
Dio vede il cuore (cfr 1 Sam 16,7) e in San Giuseppe ha riconosciuto un cuore di padre, capace di dare e generare vita nella quotidianità. A questo tendono le vocazioni: a generare e rigenerare vite ogni giorno. Il Signore desidera plasmare cuori di padri, cuori di madri: cuori aperti, capaci di grandi slanci, generosi nel donarsi, compassionevoli nel consolare le angosce e saldi per rafforzare le speranze. Di questo hanno bisogno il sacerdozio e la vita consacrata, oggi in modo particolare, in tempi segnati da fragilità e sofferenze dovute anche alla pandemia, che ha originato incertezze e paure circa il futuro e il senso stesso della vita.
San Giuseppe ci suggerisce tre parole-chiave per la vocazione di ciascuno. La prima è sogno. Tutti nella vita sognano di realizzarsi. Ed è giusto nutrire grandi attese, aspettative alte che traguardi effimeri – come il successo, il denaro e il divertimento – non riescono ad appagare. In effetti, se chiedessimo alle persone di esprimere in una sola parola il sogno della vita, non sarebbe difficile immaginare la risposta: “amore”. È l’amore a dare senso alla vita, perché ne rivela il mistero. La vita, infatti, si ha solo se si dà, si possiede davvero solo se si dona pienamente. San Giuseppe ha molto da dirci in proposito, perché, attraverso i sogni che Dio gli ha ispirato, ha fatto della sua esistenza un dono.
I Vangeli narrano quattro sogni (cfr Mt 1,20; 2,13.19.22). Erano chiamate divine, ma non furono facili da accogliere. Dopo ciascun sogno Giuseppe dovette cambiare i suoi piani e mettersi in gioco, sacrificando i propri progetti per assecondare quelli misteriosi di Dio. Egli si fidò fino in fondo. Possiamo però chiederci: “Che cos’era un sogno notturno per riporvi tanta fiducia?”. Per quanto anticamente vi si prestasse parecchia attenzione, era pur sempre poca cosa di fronte alla realtà concreta della vita. Eppure San Giuseppe si lasciò guidare dai sogni senza esitare. Perché? Perché il suo cuore era orientato a Dio, era già disposto verso di Lui. Al suo vigile “orecchio interiore” bastava un piccolo cenno per riconoscerne la voce. Ciò vale anche per le nostre chiamate: Dio non ama rivelarsi in modo spettacolare, forzando la nostra libertà. Egli ci trasmette i suoi progetti con mitezza; non ci folgora con visioni splendenti, ma si rivolge con delicatezza alla nostra interiorità, facendosi intimo a noi e parlandoci attraverso i nostri pensieri e i nostri sentimenti. E così, come fece con San Giuseppe, ci propone traguardi alti e sorprendenti.
I sogni portarono infatti Giuseppe dentro avventure che mai avrebbe immaginato. Il primo ne destabilizzò il fidanzamento, ma lo rese padre del Messia; il secondo lo fece fuggire in Egitto, ma salvò la vita della sua famiglia. Dopo il terzo, che preannunciava il ritorno in patria, il quarto gli fece ancora cambiare i piani, riportandolo a Nazaret, proprio lì dove Gesù avrebbe iniziato l’annuncio del Regno di Dio. In tutti questi stravolgimenti il coraggio di seguire la volontà di Dio si rivelò dunque vincente. Così accade nella vocazione: la chiamata divina spinge sempre a uscire, a donarsi, ad andare oltre. Non c’è fede senza rischio. Solo abbandonandosi fiduciosamente alla grazia, mettendo da parte i propri programmi e le proprie comodità, si dice davvero “sì” a Dio. E ogni “sì” porta frutto, perché aderisce a un disegno più grande, di cui scorgiamo solo dei particolari, ma che l’Artista divino conosce e porta avanti, per fare di ogni vita un capolavoro.

 

“Ripartiamo insieme”.
Linee guida per la catechesi in Italia
in tempo di Covid

E’ il titolo del documento elaborato dall’Ufficio catechistico nazionale che propone piste e spunti di riflessione per una vera ripresa ecclesiale e per individuare le priorità pastorali da perseguire. Il documento parte dalla consapevolezza che ci si trova in un delicato tempo di passaggio, che è però anche una grande opportunità per puntare sull’essenziale.
Il testo punta l’attenzione degli educatori (genitori e catechisti) su alcune chiavi di lettura per decodificare il presente e individuare nuove vie evangeliche nel prossimo futuro e sulla riscoperta della comunità. Essa non è un dato a priori e nasce qui l’importanza di riprendere le attività di catechesi in presenza.
La comunità è prima di tutto un luogo interiore e poi relazionale di ascolto, di narrazione, di confronto con la Parola di Dio e di annuncio. Non si può più presumere che quanti si radunano per l’Eucaristia siano comunità e compito dei formatori e dei catechisti è quello di riallacciare i legami in nome del Vangelo. In quest’ottica, “fare comunità” significa dare slancio alle relazioni, liberandole dalla tentazione del possesso o dei numeri e facendo emergere il contributo di ciascuno. Uno sguardo contemplativo e intriso di Parola di Dio consentirà di portare la vita reale nella preghiera domestica e nella celebrazione eucaristica. La comunità cristiana creativa non rincorre la retorica del nuovo a tutti i costi
All’indomani del lockdown che ha messo in evidenza alcuni limiti che la prassi abitudinaria non consentiva di vedere, «abbiamo scoperto che alla Chiesa interessa accompagnare ciascuno nei passaggi di vita, piuttosto che il semplice espletamento di un precetto; far vivere e far maturare l’esperienza sacramentale; alimentare e nutrire una speranza affidabile; attivare processi di trasformazione, piuttosto che cercare affannosamente soluzioni immediate».
Con queste premesse… aspettiamo tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze per questo altro pezzo di percorso.
suor Anna

INFORMATORE PARROCCHIALE
2021.04.18

FOGLIETTI S.MESSA
2021.04.18


RICORDIAMOCI DEI POVERI
Si può donare il proprio contributo
con la busta che trovi in chiesa
o con un versamento sul conto corrente
scrivendo come causale: “per i poveri”
IT33J0521632970000000067680
 
S. MESSA ALL’APERTO
Quando le condizioni meteo lo consentono, cioè non è prevista pioggia, la Messa delle ore 10 viene celebrata all’aperto nel cortile dell’oratorio.
In questo caso viene trasmessa su Facebook la Messa delle 11.30
In caso di pioggia: Messa delle 10 in chiesa trasmessa su Facebook e in salone
 

Rosario nei cortili
nel mese di maggio
Si potrebbe ripetere l’esperienza dell’anno scorsorecitando il rosario in giro per la parrocchia, nei cortili, vicino alle case, portando Maria e la sua invocazione a tutte le persone che soffronoin questo tempo di pandemia.
Chi è interessato lo segnali a don Giorgio al più presto

 

CARITAS PARROCCHIALE
Caro amico, grazie ai tuoi punti,
a quelli dei tuoi amici e degli amici
dei tuoi amici, abbiamo acquistato
circa 3.900 euro di prodotti
430.000 volte
GRAZIE di cuore
2.000 kg di prodotti alimentari
160 litri di prodotti per l’igiene personale
250 litri di prodotti per l’igiene della casa

 

Nostalgia dei vecchi INFORMATORI PARROCCHIALI? Cosa aspetti,
rileggili tutti d'un fiato!

 
http://www.ancoraeditrice.it/fogli-messa.html
Scarica in anticipo le proposte di canti dei FOGLIETTI della MESSA
 
 

 

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LEGGI le ENCICLICHE
di Papa Francesco

Lumen Fidei (19/06/13)
Laudato sì (24/05/15)
Fratelli tutti (03/10/20)

 

 
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Telefono e fax: 022542196
Ultimo aggiornamento:
18 Aprile, 2021