Informatore Parrocchiale
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SETTIMANA DAL 26 AL 2 LUGLIO

AVVISI

 

Le Ss. Messe feriali
Con lunedì 10 luglio e fino a venerdì 8 settembre ci sarà, dal lunedì al venerdì, solo la S. Messa delle 8.30.
Al sabato ci sarà la S. Messa delle ore 8.30 e quella vigiliare festiva delle ore 18.30.
Ricordiamo che lunedì 14 agosto, pur essendo vigilia della solennità di Maria Assunta in cielo non ci sarà la S. messa delle ore 18.30.

Le Ss. Messe festive
Con domenica 9 luglio e fino a domenica 3 settembre, le Ss. Messe hanno il seguente orario:
Sabato ore 18.30 S. Messa vigiliare.
Domenica Ss. Messe ore 8.30 — 10.00 — 18.30

Si fa appello ai lettori e ai cantori di interessarsi per il loro servizio e di comunicare la propria assenza cercando anche di essere sostituiti dagli altri collaboratori della liturgia.


PARROCO NUOVO... PARROCCHIA NUOVA

Parrocchia nuova o parrocchiani rinnovati? E’ la grande domanda quando si cambia il parroco (o si cambia il Vescovo) e la risposta è sempre quella: chi rimane è il Signore che rinnova ogni giorno sia la parrocchia che i parrocchiani!
Quando giovedì scorso don Giorgio Salati è stato tra noi, anche se per una veloce presenza, diverse persone si sono chieste: e adesso cosa si fa? Ora si va avanti meglio di prima perché l’occasione di un cambio di parroco diventa un’opportunità importante per rinnovare la vita di una parrocchia.
E questo non perché cambia una… faccia, ma perché il Signore fa un dono speciale in queste occasioni. Ognuno può superare antiche difficoltà e rendersi disponibile ad una accoglienza, ad una collaborazione, ad un impegno che permettono un grande rinnovamento della vita pastorale.
Dobbiamo proprio sentirci (… dovete proprio sentirvi) chiamati ad una “conversione” che diventa una nuova partenza: un po’ come se la vita parrocchiale iniziasse di nuovo. E’ un dono, è una grazia che scende nel cuore di ogni persona: vicina o lontana, attenta o indifferente, pienamente inserita o che se ne è stata in disparte. Un dono che è una chiamata del Signore a camminare insieme e a mettere a disposizione della comunità le proprie capacità umane, la propria preghiera, i doni spirituali ricevuti nei pochi o tanti anni di vita cristiana.
Se ho un rimprovero da farmi (tra i tanti) è quello di aver voluto fare tante cose in prima persona e ora, in queste poche settimane, ho bisogno di preparare per don Giorgio tanti collaboratori perché possa scoprire la generosità e la ricchezza della nostra comunità.
In particolare sto preparando alcuni parrocchiani per la parte amministrativa della segreteria parrocchiale, ma ci sono tante altri campi di collaborazione e tanti altri bisogni in parrocchia che attendono la disponibilità di parecchie persone.
Pensiamo anzitutto al grande campo dell’annuncio del Vangelo: sia per i genitori che chiedono il battesimo e gli altri sacramenti per i loro figli, sia per riavvicinare al Signore chi si è allontanato o sostenere chi vuole approfondire il rapporto con Gesù. Ci sono anche i poveri verso i quali manifestare e realizzare l’amore di Dio per loro. Ma ci sono anche altri servizi: avere pulita e in ordine la chiesa, ordinare la sacrestia, rendere l’oratorio sempre più accogliente e occasione di esperienza di chiesa. Per tutti si veda l’articolo a pagina tre dove il Vicario Generale ci indica l’atteggiamento giusto per collaborare
don Gianfranco

 

DOMENICA 25 GIUGNO OBOLO DI S. PIETRO
OFFERTE PER LA CARITA’ DEL PAPA

Sensibile verso i più bisognosi, attento ai conflitti e alle grandi tragedie civili che colpiscono alcune zone della terra, desideroso di sostenere le vittime delle violenze perpetrate in nome della religione o di contribuire alla costruzione di scuole e ospedali nelle periferie del mondo. Ecco chi è il donatore modello del- l’Obolo di San Pietro, l’aiuto economico offerto dai fedeli direttamente al Papa per sostenere le opere di carità. Va precisato che la secolare colletta, che si differenzia dal- l’8×1000 destinato alla Chiesa cattolica, parte in tutte le chiese italiane domenica 25 giugno 2017, in occasione della Giornata per la carità del Papa.
Chi sono i donatori modello dell'Obolo di San Pietro
“Donare all’Obolo – spiega il Sostituto della Segreteria di Stato vaticana, l'arcivescovo Angelo Becciu – è come quando un fedele dà un’offerta al proprio parroco e gli dice: ‘Usala per il bene della comunità’. Insomma, è un segno di solidarietà, lo stesso che compie il Papa per il bene della Chiesa universale”. I donatori 2.0 dell’Obolo di San Pietro – che possono donare via telefono o inviando la propria offerta direttamente al Papa oppure, grazie al nuovo sito, donare online tramite bonifico bancario e carta di credito – provengono da tutto il pianeta con una quota significativa di fedeli italiani, statunitensi e tedeschi. Il 28% risiede in Italia, il 25% negli Usa e il 22% in Germania. Più bassa la percentuale di donazioni online che arriva da Brasile, Francia, Spagna e dal resto dell’America Latina (circa il 15%). Una quota minore copre il resto d’Europa e alcune zone di Africa, Asia e Oceania.
Lo sguardo di quanti hanno effettuato donazioni in favore dell’Obolo di San Pietro è rivolto principalmente alle vittime dell’indifferenza globale: i poveri, i senzatetto, chi fugge dai conflitti, dalla carestia e dall'indigenza. Alcuni fedeli, ad esempio, chiedono di assistere i bambini siriani di Aleppo o i rifugiati che scappano dalla guerra civile in Somalia, scoppiata nel 1991 e tuttora in corso. Altri sottolineano la necessità di realizzare opere di misericordia come ospedali o scuole in Terra Santa.
“Il donatore dell’O- b olo – afferma l’arcivesco- vo Becciu – è un cittadino globale e questo significa che la solidarietà non conosce confini. Invito i fedeli a scoprire le attività dell’Obolo di San Pietro e a riflettere sui messaggi del Papa visitando il sito e i profili social. Noi fedeli dobbiamo prendere come esempio la vedova del Vangelo (Luca, 21,2-4) che, pur essendo povera, ha donato i suoi ‘due spiccioli’, al contrario di alcuni ricchi che hanno donato il loro ‘superfluo’. Ecco, aggiungo, un fedele deve imitare questa vedova nel sentire il desiderio di voler contribuire alla missione del Papa, ovvero al suo desiderio di venire incontro ai bisognosi. Un vero cristiano non può vivere di sola preghiera ma deve impegnarsi a compiere atti di carità e di generosità”.
Come partecipare alla giornata per la carità del Papa: domenica 25 giugno
Dal 2017, l’Obolo è diventato 2.0 grazie all’apertura del nuovo sito internet www.obolodisanpietro.va e dei profili social Facebook, Twitter e Instagram. Numerosi fedeli, dopo il lancio del sito e delle pagine social, hanno offerto direttamente online, attraverso la pagina dedicata ‘Dona’, il loro apporto concreto alle opere di misericordia, di carità cristiana, di pace e di aiuto alla Santa Sede.

 

DON GIORGIO SALATI
PARROCO A S. GIULIANO

Giovedì scorso tra una gita dell’oratorio estivo e un incontro alla scuola dell’infanzia di Castello Brianza ha voluto essere già tra noi per conoscerci. Ecco una sua presentazione.
In occasione dell'assemblea episcopale tenutasi lo scorso 28 febbraio, il prevosto della comunità pastorale S.Giovanni Paolo II, che riunisce le chiese di Dolzago e Castello, ha chiesto di essere trasferito in un'altra realtà parrocchiale.
L'istanza, secondo quanto ha spiegato don Giorgio, sarebbe già stata accolta dal Vicario Episcopale di Lecco, che ha ritenuto le sue ragioni valide. Si attendono ora notizie in merito al luogo in cui don Giorgio sarà destinato ad esercitare il suo ministero, oltre al nome del suo successore nelle due parrocchie del decanato di Oggiono.
"Non sapere nulla della mia futura collocazione - ha concluso nel bollettino settimanale - mi aiuta ora a concentrarmi sugli impegni, a portare a termine alcuni lavori e a predisporre il passaggio di consegne".
Classe 1962 e originario della parrocchia di San Giuseppe di Seregno, don Giorgio Salati è stato ordinato sacerdote nel 1986. Prima di approdare a Dolzago, nel 2005, ha vissuto alcune esperienze ministeriali nelle parrocchie di San Giuliano Milanese, Cerro Maggiore e Milano (Curato d'Ars). Nel settembre 2011, con la costituzione della comunità pastorale S.Giovanni Paolo II, è divenuto prevosto anche della vicina parrocchia di San Lorenzo, a Castello Brianza.
Particolarmente intenso il suo impegno nella comunità Papa Giovanni XXIII, fondata dal sacerdote riminese don Oreste Benzi, che lo ha portato negli anni a vivere esperienze di accoglienza, in Italia ma anche all'estero, nelle zone del mondo dove la povertà è davvero estrema. Non si tratta di progetti di assistenza ma di "condivisione di vita", secondo il modello voluto dal fondatore della comunità - il ''prete di strada'' mancato nel 2007 - di cui don Giorgio fa parte da quasi vent'anni.

 

COLLABORARE IN PARROCCHIA

Il sacrista Peppino ha già la sua età e si lamenta: «Qui nessuno che dia una mano! Tutti pronti a parlare e a criticare, ma quando c’è la lavorare hanno sempre scuse. Finite le feste, a sistemare le cose resta il Peppino sacrista e buona sera». Il Giovanni neo pensionato è rimasto impressionato dall’amarezza del Peppino e si è fatto avanti. «Ah, bene, bene!», ha dichiarato il Peppino. Ma poi non andava bene niente: «No, non è così che si fa! No, quei busti non vanno messi lì! No, non adesso, ma dopo la terza di luglio!». Insomma Peppino sacrista s’è messo in mente che Giovanni voleva portargli via il posto. La collaborazione è finita dopo qualche settimana: «Meglio che me ne stia a casa con i nipotini - ragionava Giovanni - se devo essere un fastidio, invece che un aiuto!». «Non ne posso più - confida al Vescovo il don Luigi - passo più tempo nelle pratiche amministrative che nel ministero pastorale: tutti questi adempimenti, permessi, lungaggini, burocrazie! ». «Potremmo nominarti un segretario amministrativo», propone il Vescovo. «Buona idea! Però non voglio correre rischi: la firma non gliela do. E che non abbia la procura per trattare con i fornitori. In Curia è meglio che ci vada io, altrimenti non ti ricevono nemmeno. Il commercialista poi è mio nipote e quindi faccio io: è più semplice!». «Ma tu vuoi un aiuto o un soprammobile?», commenta il Vescovo. In effetti i turni al bar sono un po’ pesanti. Perciò il don Marco ha pensato di affiancare alla Martina la Teresina. Ma la Martina, che pure aveva tanto lamentato d’essere stanca, quando arriva la Teresina riprende vigore e commenta: «No, ma il caffè che fa non è buono». Il saggio potrebbe commentare: «Se vuoi che entri in casa tua un collaboratore, almeno apri la porta!».
Dal settimanale Milano7

 

NELLE ALTRE PARROCCHIE DI COLOGNO

Per chi avesse bisogno di un orario diverso per la partecipazione alla S. Messa può rivolgersi alle altre parrocchie di Cologno Monzese che hanno questi orari complementari a quelli di S. Giuliano.

GIORNI FERIALI
Ore 8.00 — S. Maurizio il martedì e il mercoledì.
Ore 18.00 — S. Maurizio il lunedì, il giovedì e il venerdì
Ore 18.00 — Ss. Marco e Gregorio

GIORNI FESTIVI
Ore 9.00 — S. Giuseppe
Ore 9.00 — Ss. Marco e Gregorio
Ore 9.45 — quartiere Stella
Ore 10.30 — S. Giuseppe, S. Maurizio, Ss. Marco e Gregorio, S. Maria
Ore 18.00 — S. Maurizio, S. Maria, Ss. Marco e Gregorio

 

Guarda le FOTO della chiesa in costruzione della parrocchia di
don Marcel

 

Nostalgia dei vecchi INFORMATORI PARROCCHIALI? Cosa aspetti,
rileggili tutti d'un fiato!

 

Chi volesse eseguire dei bonifici sul c/c bancario della parrocchia per contribuire, con offerte o prestiti, a diminuire il debito, utilizzi le seguenti coordinate:IT33J0521632970000000067680

 

 

 

Ascolta musica e notizie dalla
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di Papa Francesco

Lumen Fidei (19/06/13)
Laudato sì (24/05/15)

 

 

VOLANTINI
 
 

Piazza San Matteo 2 - 20093 Cologno Monzese (MI)
Telefono e fax: 022542196
Ultimo aggiornamento:
2 Luglio, 2017